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Grazie all’accordo con Itas Mutua, assicurazioni sulla vita ora accessibili ai diabetici di Tipo 1

Milano, giugno 2023 – I 42 delegati regionali delle 127 associazioni affiliate a Diabete Italia, la prima rete di associazione di pazienti sul Diabete di Tipo 1 e 2 di rilievo nazionale, si sono riuniti a Bologna per la IX Conferenza Nazionale delle Associazioni che operano nell’ambito del Diabete in Italia. Una tre giorni di confronto per definire le attività del prossimo triennio. La novità principale sarà il corso di formazione organizzato in collaborazione con Università Bocconi, che prenderà avvio in autunno a Milano e sarà volto a fornire ai rappresentanti regionali delle associazioni gli strumenti necessari per interfacciarsi con il Sistema Sanitario Nazionale e le Istituzioni al fine di concertare progetti per il Diabete con regioni e Aziende Sanitarie. Tra i temi oggetti del corso, oltre a quelli strettamente tecnici, sono previsti anche elementi di lobbying e public affairs, come per esempio la mappatura dei decisori, come condurre un processo di concertazione e negoziazione e come generare consenso interno ed esterno al cambiamento.

«Si tratta di una iniziativa molto importante – commenta Stefano Nervo, presidente di Diabete Italia – soprattutto alla luce della riforma del Terzo Settore e dell’attuazione del PNRR, per fare in modo che i responsabili della nostra rete possano sedere ai tavoli tecnici regionali per portare il punto di vista del paziente e dei suoi familiari in modo autorevole».

Durante la Conferenza è stata anche annunciata la convenzione stipulata con la Compagnia di Assicurazioni ITAS che per la prima volta in Italia consente alle persone con Diabete di tipo 1 di stipulare Assicurazioni sulla Vita, con consistenti sconti sul sovrappremio che passa così dal 150% al 50% circa in base al compenso metabolico.

«Siamo molto contenti di questo risultato perché significa lavorare nell’ottica dell’integrazione e della parità dei diritti. Fino a pochi mesi fa, infatti, per esempio a un paziente diabetico non poteva essere concesso un mutuo per acquistare casa perché non poteva presentare una polizza vita a garanzia», commenta Nervo.

La Conferenza, infine, ha stabilito di sostenere un progetto per aiutare ad orientare le attività della rete in tutta Italia attraverso una piattaforma digitale, che consente di svolgere una raccolta dati in continuo, attraverso questionari validati per ottenere una misurazione costante delle esperienze dei pazienti nei percorsi di cura.

«La gestione delle patologie croniche come il Diabete richiede cure integrate e coordinate con il coinvolgimento di gruppi multidisciplinari di professionisti – sottolinea Nervo -. L’implementazione di un sistema di raccolta sistematica, periodica e digitalizzata dei dati consentirà di attivare iniziative di advocacy basate sulla reale esperienza dei pazienti, per migliorare i percorsi di cura e l’impiego delle risorse».

Diabete Italia ha approvato il nuovo assetto per entrare nel terzo settore. Diabete Italia era configurata come ONLUS ed iscritta nell’apposito registro. Questa configurazione non era più sostenibile con l’approvazione dei nuovi regimi fiscali e la definitiva uscita di scena delle ONLUS dal panorama associativo italiano.

Per questa ragione, dopo un lungo periodo di preparazione, Diabete Italia ha modificato il suo assetto. La nuova struttura prevede il coinvolgimento nella cover anche delle sole associazioni di volontariato, con le società scientifiche coinvolte nel comitato scientifico che avrà il compito di verificare e validare le informazioni scientifiche che passeranno attraverso l’associazione.

La nuova rappresentatività verrà organizzata su base regionale ed in base alla “categoria” di diabete che le associazioni stesse rappresentano, ciascuna nel proprio ambito.

Il “vecchio” assetto verrà mantenuto fino alla nomina del primo nuovo consiglio direttivo che avverrà il giorno 4 giugno 2023.