Diabete di tipo 1, tre novità
Un team di ricerca del Centro di Ricerca Romeo ed Enrica Invernizzi dell’Università di Milano, in collaborazione con il Brigham and Women’s Hospital, Harvard Medical School, ha sviluppato una strategia basata su nanoparticelle contenenti un anticorpo monoclonale anti-CD3 in grado di riconoscere particolari vasi sanguigni di nuova formazione nel pancreas e nei linfonodi.
NANOTECNOLOGIE APPLICATE
Microscopiche navette possono trasportare farmaci biologici nell’organismo per curare il diabete di tipo 1. I primi test su modelli animali hanno mostrato risultati promettenti.
Questa tecnologia consente un rilascio mirato dell’anticorpo, riducendo il numero delle cellule T effettrici, responsabili della risposta autoimmune che colpisce il pancreas e causa il diabete di tipo 1. I risultati ottenuti nel modello preclinico di diabete di tipo 1 sono definiti molto promettenti, prefigurando la preservazione delle isole pancreatiche, l’aumento delle cellule T regolatorie e, in ultima istanza, la guarigione del diabete autoimmune.
Il diabete di tipo 1 è una malattia cronica in cui il sistema immunitario attacca e distrugge le cellule beta nel pancreas, responsabili della produzione di insulina. Attualmente, manca ancora una cura risolutiva per il diabete di tipo 1 e i pazienti devono iniettare insulina.
La scoperta di queste microscopiche navette, applicabili nel modello del diabete di tipo 1, potrebbe aprire la strada a un trattamento meno invasivo, con la speranza che ulteriori studi dimostrino l’efficacia e la sicurezza di questa tecnologia.
GLICEMIA STABILE, PREMIO A STARTUP ITALIANA
Una startup di scienziati marchigiani, la DiaTheris di Ginevra, ha vinto il trofeo Venture, competizione per startup in Svizzera.
I fondatori, Roberto Coppari di Senigallia e Giorgio Ramadori di Macerata, entrambi docenti all’Università di Ginevra, hanno ottenuto UN riconoscimento grazie alla loro scoperta della molecola S100A9, proteina indicata nel trattamento del diabete di tipo 1.
La molecola permette il controllo glicemico senza il rischio di ipoglicemia o chetoacidosi, due delle complicanze più comuni. Quindi regola la glicemia, i lipidi e i chetoni, senza innescare gli effetti collaterali dell’insulina. Questa scoperta potrebbe rappresentare una svolta nel trattamento del diabete di tipo 1 e ha suscitato grande interesse.
Il trofeo Venture è stato assegnato a DiaTheris sulla base delle valutazioni di un gruppo di esperti nel settore farmaceutico e finanziario. La startup è stata riconosciuta come la più promettente nella categoria Salute e Nutrizione, e ha ricevuto un premio di 50.000 franchi svizzeri.
Il programma DiaTheris ha l’obiettivo di sviluppare una terapia semplice e sicura per il trattamento del diabete di tipo 1. La startup potrà ora beneficiare di una maggiore visibilità e lavorare per portare avanti questo progetto e renderlo disponibile per l’applicazione in clinica.
TERAPIA CELLULARE CON ISOLE PANCREATICHE
La Food and Drug Administration (FDA) americana ha dato il suo benestare alla prima terapia cellulare per il trattamento del diabete di tipo 1 con utilizzo di isole pancreatiche votate alla produzione di insulina, per venire incontro alle necessità di pazienti adulti con difficoltà nel controllo dei livelli di glucosio nel sangue e frequenti episodi di ipoglicemia.
Peter Marks, direttore del Center for Biologics Evaluation and Research dell’FDA, ha commentato: “L’approvazione della prima terapia cellulare in assoluto offre alle persone che vivono con diabete di tipo 1 e ipoglicemia grave ricorrente un’opzione terapeutica aggiuntiva per aiutare a raggiungere i livelli target di glucosio nel sangue”.
La terapia cellulare, chiamata donislecel, è stata sviluppata da CellTrans, uno spin-off dell’Università di Illinois a Chicago. Le isole pancreatiche utilizzate sono prelevate da donatori deceduti e ogni lotto di donislecel è costituito da isole isolate da un singolo donatore di pancreas destinato a un singolo paziente designato. Dopo un processo di purificazione e preparazione in

